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L’abitato di “Civita di Bagnoregio, arroccato su di uno sperone di roccia a dominare l’ampia conca increspata di calanchi”, rappresenta un esempio unico di valori ambientali e culturali integri da difendere e conservare.
L’attuale collegamento realizzato negli anni sessanta, indubbiamente, costituisce una singolarità del tutto avulsa dal contesto paesaggistico.
Appare, pertanto, opportuno e necessario procedere alla riqualificazione dell’accesso all’abitato di Civita per “ripristinare la memoria dei valori storici, architettonici e ambientali del luogo”.
IL PROGETTO
Il progetto proposto deve partire innanzitutto con il “restauro dei preesistenti valori paesaggistici” eliminando le sovrapposizioni strutturali e quindi cercare di proporre soluzioni che, nelladefinizione materiale e spaziale, siano in armonia con le “parti” e con il “tutto”. Il progetto non deve imporsi, bensì si deve fondere e dissolvere nel paesaggio, anche con l’introduzione di elementi di valorizzazione. Può essere affermato che, quanto maggiormente il
progetto riesce ad avvicinarsi a tali obiettivi, quanto più assolve al compito di ripristinare “i valori” della memoria dei valori storici, architettonici ed ambientali dell’abitato di Civita. Rimandando alla lettura delle 2 tavole la valutazione del progetto di idee, nel suo insieme e nelle soluzioni particolari, di seguito vengono esposti aspetti tecnici riguardanti il tracciato, la passerella pedonale, la fontana, il garage, la struttura adottata ed una nota sul problema delle frane ed erosione del suolo della sella di congiunzione.
Dal rilievo dell’attuale sella di collegamento sono state individuate 3 parti del tracciato.
La prima di partenza corrispondente alle prime 7 pilastrature (attuale parcheggio all’aperto) con il terreno più consistente costituito da ignimbrite tefritivo-fonolitica e sul quale dovrà essere realizzato un parcheggio coperto (v. di seguito) con la copertura a fontana. La seconda corrispondente alle attuali pilastrature 8 e 9 da rinterrare senza soluzione di continuità con la parte interrata del garage. La terza ed ultima parte del tracciato corrispondente alle attuali pilastrature dalla 9 alla 13 fino all’ingresso di Civita di Bagnoregio posto a quota 423,38 mt., composta prevalentemente da argille ed argille sabbiose maggiormente soggette ai fenomeni di frana e dove risulta impossibile procedere al rinterro e ripristino dell’originario profilo di sella.
La passerella pedonale di progetto nei primi due tracciati parte in orizzontale a quota 410 mt. e presenta delle luci identiche a quelle attuali; nella terza ed ultima parte del tracciato la passerella pedonale è realizzata con un ponte ad un’unica campata di circa mt. 95,5. La passerella pedonale di collegamento e la fontana. La struttura portante della passerella pedonale, unitamente alle canalizzazioni di servizio è rivestita con pannelli di vetro temperato leggermente colorati in color bronzo autopulenti montati su telaio in acciaio inox semplicemente accostati senza sigillatura con le pareti leggermente inclinate a 82°. La soluzione adottata presenta una semplice manutenzione e durata nel tempo. Nell’ultima campata di 95,5 mt. a sezione maggiorata la struttura inferiore a trazione è in acciaio COR-TEN a vista di color bruno naturale senza opere di protezione o tinteggiatura.
La larghezza netta della passerella pedonale è di mt. 3,26 per tutto il percorso, e di mt.4,00 per l’ultimo tratto di raccordo con l’attuale accesso a Civita. Quest’ultimo tratto ha una pendenza del14%.
I pannelli di cristallo, in virtù dell’inclinazione, non riflettono la luce solare, ma i soli colori del verde circostante. La parte iniziale, fino a quota + 410 mt. sfiora a 0,50 mt. la superficie dell’acqua della fontana di copertura al sottostante garage. La fontana di forma triangolare ha una lunghezza di
circa 100 mt, senza bordo di delimitazione riproponendo gli effetti della nebbia che pervade spesso la valle sublimando Civita e la sua rocca nel cielo.
Sul lato corto di partenza sono variamente disposti dei massi squadrati di peperino rosa con la funzione di assolvere ad una postazione privilegiata di veduta del profilo dell’abitato. La fontana come elemento architettonico, la troviamo sovente nell’abbellimento di numerose ville e palazzi
del territorio circostante. I materiali scelti per la pavimentazione della passerella pedonale sono il basalto ed il travertino, analoghi a quelli impiegati nell’abitato di Civita. L’adozione del cristallo conferisce la massima leggerezza e trasparenza della struttura favorendo la veduta verso l’ampia valle dei calanchi nella progressione dinamica verso l’abitato in assenza di ostacoli visivi di elementi strutturali. Il garage interrato. Il garage di progetto va realizzato all’attuale livello del parcheggio scoperto occupando la prima parte della sella di congiunzione fino al pilone n. 7 in corrispondenza del terreno costituito da ignimbrite tefritico-fonolitica ed in assenza di opere di scavo. Il garage una volta realizzato va interrato in continuità con il terreno della sella di congiunzione e rivestito con vegetazione naturale con apparato radicale molto profondo e molto resistente (v. cap. di seguito).
Le caratteristiche del locale corrispondono ai requisiti del D.M. 1 febbraio 1986 con una capacità di parcamento di circa 40 autovetture, p.a. per disabili, servizi igienici ed un locale deposito/impianti. L’accesso avviene con rampa a doppio senso di marcia di 4,5 mt. netti. La copertura del garage è attrezzata a fontana (vedi progetto). La ventilazione avviene tramite intercapedine e canalizzazione orizzontale tipo “schunt”. Elementi strutturali della nuova passerella pedonale. Il progetto prevede il completo rifacimento della passerella pedonale di collegamento con l’abitato di Civita e delle opere in elevazione e rinforzo delle opere di fondazione in presenza di maggiori carichi di esercizio.
L’attuale struttura fuori terra deve essere completamente demolita. Nella prima parte fino al pilone n.9 la struttura portante orizzontale è realizzata da una doppia trave in acciaio a sezione circolare del diametro di circa 60 cm. della sup. resistente di cmq 3000. La struttura portante della campata unica dal pilone n.9 fino all’ingresso di Civita di Bagnoregio è realizzata con una trave reticolare in acciaio composta nella parte superiore a compressione sempre dalla doppia trave in acciaio a sezione circolare del diametro di circa 60 cm. in continuità della campata precedente n.8, mentre la trave a trazione inferiore a forma triangolare della sup.di cmq. 1840 in acciaio COR-TEN.
La struttura progettata rientra ampiamente nei parametri di sicurezza, senza la necessità del ricorso ad acciai speciali. Nel punto corrispondente al momento massimo della passerella ad unica campata di 95,5 mt. l’acciaio è sollecitato da uno sforzo inferiore a 700 kg cmq. Ai fini della sicurezza si è considerata una trave appoggiata alle estremità ed un sovraccarico e peso proprio di 4 tonnellate a metro lineare per l’intera lunghezza. Anche le sollecitazioni massime a taglio e torsione risultano verificate e rientranti nei parametri di sicurezza. Interventi per prevenire le frane ed erosione del suolo della sella di congiunzione. Anche se non richiesto dal bando di concorso ritiene utile una breve riflessione su tale aspetto di primaria importanza, avendo conseguenze dirette su qualsiasi proposta progettuale che riguardi un accesso stabile realizzato o da realizzare con l’abitato di Civita di Bagnoregio. Per scongiurare un processo che sta portando il paese “alla sua fine” come prevedeva Bonaventura Tecchi, occorre a monte un intervento radicale per bloccare gli “attuali processi di erosione sia dei due torrenti posti alla base che i dilavamenti delle acque superficiali sui versanti argillosi e conseguenti franamenti delle pareti rocciose e a picco che delimitano l’abitato”. Le attuali tecniche di maggiore precisione di osservazione e monitoraggio del fenomeno come il GPS e telerilevamento (aereofotogrammetrico e satellitare) e d’intervento di ingegneria di contenimento unite a sistemi attivi di rivestimento a basso impatto ambientale come i prati armati o prodotti similari dovrebbeconsentire una radicale soluzione ai suddetti problemi (i prati armati sono costituiti da piante erbacee perenni resistente in terreni acidi e basici con ph compreso fra 4 e 12, ed in zone saline, con apparato radicale molto profondo che supera i 5 mt. e con radici sottili ed omogenei estremamente resistenti pari ad 1/6 di un acciaio di media qualità). Inoltre altra novità in materia a breve sarà la produzione di tessili strutturali polytec (geotessili) capaci non solo di arginare frane, smottamenti e terremoti, ma anche di “avvertire” in tempo tramite sistemi sensoriali inseriti nei grandi tessuti dei rischi che stanno per correre case, argini, strade.

                                                                                             

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Riccardo Bianchini architetto -  Roma -   info@riprogetta.it   Tel. 320 3009174

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